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stemmaLa Moderatora sulla Pandemia 2 tempo             

Torre Pellice, 6 novembre 2020
prot. n. 5165

 

Cari fratelli e care sorelle,
nel periodo in cui le chiese sono impegnate nell'organizzazione e nell'avvio del piano completo delle proprie attività (quest'anno sicuramente con un particolare desiderio di "ripresa"), giunge un nuovo provvedimento governativo che introduce ulteriori restrizioni alla circolazione delle persone e allo svolgimento di molte attività "sociali", in relazione ad un nuovo significativo incremento – tutt'altro che imprevisto, purtroppo – della diffusione del contagio da Covid 19 ed il conseguente aggravarsi della pressione sul sistema sanitario del Paese, sia pure in modo differenziato nelle varie Regioni.
In questo quadro, la Tavola si sente nuovamente chiamata a fornire alcuni orientamenti generali, che tengano conto anche di domande e dubbi, sollevati da varie parti già nel periodo precedente, che mantengono la loro attualità.

Prima, però, di entrare nel dettaglio dell'impatto del DPCM del 3 novembre 2020 (che si allega) sulla vita delle chiese e sullo svolgimento delle attività ecclesiastiche, desideriamo condividere con voi alcune riflessioni più generali, in continuità con quelle già avviate nei mesi scorsi di fronte all'inedita, gravissima situazione creata da questa enorme emergenza sanitaria, sociale, economica, ma sicuramente anche spirituale.

E' sempre più evidente che stiamo attraversando una vera e propria "crisi globale". Per molte delle generazioni viventi si tratta della prima esperienza percepita di una crisi globale; ma per tutte si può dire che è la prima esperienza di una crisi globale di questa qualità e dimensioni.
Di fronte a questa realtà, la chiesa deve sviluppare una sua "saggezza", che passa anche dall'educazione (particolarmente importante per chi svolge ruoli di guida) ad affrontare le emergenze senza farsi travolgere dall'emotività (propria ed altrui), ma ricercando una razionalità condivisa fondata sull'oggettività dei fatti e dei dati che li descrivono, da raccogliere e valutare con pazienza e fiducia, che sa però vedere sempre, dietro i dati, le persone in carne ed ossa su cui le scelte ricadono nel proprio specifico contesto.
Un'intelligenza del cuore, che - con le parole di Salomone - preghiamo il Signore di concedere a piene mani, mentre rinnoviamo un forte appello alla responsabilità, in due fondamentali direzioni: da una parte, per i consigli di chiesa/concistori, la necessità, ma anche la serenità di compiere delle scelte che (ovviamente entro gli spazi di "possibilità" offerti dalle norme vigenti) tengano in adeguato conto il contesto locale, la composizione della comunità, la presenza di persone particolarmente esposte a rischio, le modalità con cui le persone si recano in chiesa, senza il timore di giudizi o la tentazione di entrare in logiche competitive rispetto alle scelte di altre chiese, vicine e lontane.
Dall'altra parte, la necessità di vigilare in modo estremamente rigoroso sull'effettivo rispetto delle misure di protezione e distanziamento all'interno dei locali e durante le attività ecclesiastiche (superando il blocco spesso determinato dal tristemente noto "malinteso senso di fraternità" che impedisce il richiamo di fronte a comportamenti non corretti), ma anche di incoraggiare una più generale autoresponsabilizzazione da parte di tutti, adulti e bambini, in ogni spazio di vita e di relazione anche al di fuori della chiesa, come forma di educazione certamente non avulsa dai compiti di una comunità evangelica.

Il DPCM 3 novembre 2020
Nel nuovo provvedimento governativo, che oggi entra in vigore con restrizioni differenziate per le Regioni asseconda del livello di rischio in ciascuna riscontrato sulla base di precisi parametri, le chiese e gli altri locali destinati ad attività di culto non sono menzionati fra i locali che devono rimanere chiusi; né le attività di culto, di nessun tipo, sono menzionate fra quelle sospese, neppure nelle Regioni arancioni e rosse.
Nell'art. 1, comma 9 del DPCM del 3 novembre, che descrive le misure di contenimento aggiuntive a quelle previste da precedenti provvedimenti, valide per l'intero territorio nazionale (fatte salve le maggiori restrizioni previste per le zone arancioni e rosse), le lettere p e q si riferiscono all'accesso ai luoghi di culto e alla partecipazione alle "funzioni religiose di presenza", rinviando ai protocolli sottoscritti dal Governo con le varie confessioni religiose, dunque confermando le regole sulle quali è stato elaborato dalla Tavola valdese il Manuale inviato alle chiese al momento della riapertura seguita alla fine del periodo di lockdown della scorsa primavera.
Vanno, tuttavia, segnalati alcuni elementi da tenere in considerazione nelle scelte da compiere responsabilmente rispetto a come proseguire le proprie attività nel periodo di vigenza delle nuove disposizioni.
Per quanto concerne le c.d. zone gialle.
1- Anche in tali zone vale la generale "raccomandazione" (art. 1 comma 3) a limitare al massimo gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici o privati, durante l'intera giornata, fatte salve esigenze di lavoro, studio, salute; situazioni di necessità e l'esigenza di usufruire di servizi non sospesi.
Sembra alla Tavola che il richiamo ad un'attenta valutazione delle priorità per uno svolgimento
"in presenza" possa guidare anche nelle c.d. zone gialle (nelle quali le persone non saranno tenute a munirsi di alcuna autocertificazione) una responsabile scelta di limiti da parte dei consigli di chiesa/concistori, tale da contribuire ad una riduzione degli spostamenti, soprattutto delle persone più a rischio o che più dipendono da mezzi di trasporto pubblico, per i quali è prevista una notevole riduzione della capienza.
2- Vige il c.d. coprifuoco dalle ore 22 alle ore 5, un divieto generalizzato di circolazione - fatte salve comprovate situazioni di necessità da autocertificare - di fronte al quale sembra alla Tavola consigliabile evitare qualunque tipo di attività che possa protrarsi oltre l'orario limite delle 22.
3- Visite: vale la forte raccomandazione generale ad evitare l'ingresso nelle case di persone non conviventi, fatte salve situazioni di necessità, nelle quali sicuramente rientrano esigenze di cura e accompagnamento spirituale di persone che si trovino in situazione di grave sofferenza o di bisogno di aiuto anche materiale. In questi casi di necessità, durante la visita andrà rigorosamente mantenuto l'uso dei DPI e il rispetto delle misure di distanziamento.
4- Permane il divieto di mostre e convegni in presenza, dunque lo svolgimento anche nei locali ecclesiastici di iniziative di tipo essenzialmente culturale (seminari su tematiche varie, presentazione di libri etc.).
5- E' introdotto un generale divieto di "feste", al chiuso o all'aperto, anche se conseguenti a cerimonie religiose (battesimi, matrimoni, confermazioni etc.).
Con particolare riferimento alle zone arancioni e rosse, sembra alla Tavola che in modo ancora più stringente vada dai consigli di chiesa/concistori considerato lo spirito della necessità, in un quadro di valutazioni di priorità in relazione al contesto, per il mantenimento di attività ecclesiastiche in presenza, tenuto conto che in queste zone servirà un'autocertificazione della "situazione di necessità per partecipazione ad attività di culto" non rientranti fra quelle sospese; a maggior ragione laddove vi siano persone che per partecipare alle attività dovranno muoversi da altri Comuni, se non addirittura da altre Regioni.
Sembra alla Tavola (fatte salve scelte ancora più prudenziali - assolutamente da rispettare - di ritorno per tutte le attività a modalità on line o con strumenti da remoto, fatte da singole chiese locali o a livello circuitale o distrettuale) sensata e consigliabile una limitazione delle attività di presenza al culto domenicale e alle attività collaterali al culto domenicale.
Raccomandiamo, naturalmente, la massima attenzione a verificare la sussistenza di eventuali normative regionali più restrittive ed i mutamenti, sempre possibili, del livello di rischio della Regione (o della provincia o del comune) di un cui si trovino i locali ecclesiastici.
Ulteriori indicazioni In caso di notizia di positività (o di sospetto di positività) di persona che abbia partecipato a culti o ad altre attività ecclesiastiche, evidenziamo che le indicazioni sulle misure da adottare dovrebbero essere fornite dalle autorità sanitarie deputate a ciò.
Il rigoroso rispetto delle disposizioni relative alla costante sanificazione dei locali dopo ogni uso e delle norme precauzionali definite (uso corretto della mascherina, distanziamento fisico e disinfezione delle mani) riducono comunque in modo significativo e adeguato il rischio per ulteriori contagi.
In ogni caso, non è compito di pastori/e, diaconi/e o dei concistori/consigli di chiesa avviare in autonomia percorsi di tracciamento. E', invece, auspicabile che i/le ministri/e di chiesa, con delicatezza e riservatezza, sensibilizzino le persone interessate rispetto alla necessità di comportamenti responsabili (immediato contatto del medico di famiglia, autoisolamento).
Sempre con delicatezza e riservatezza (facendo attenzione a non suscitare situazioni di panico all'interno della comunità), si può provvedere ad assicurarsi che i membri di chiesa che potrebbero essere venuti in contatto con la persona risultata positiva (o di cui si sospetta la positività), specialmente le persone più fragili, preservino il proprio abituale stato di salute con un'autosorveglianza particolarmente attenta.
Agli/lle iscritti/e a ruolo con cura di comunità saranno fornite a breve dalla Tavola ulteriori, speciali indicazioni sui comportamenti da adottare in caso di sospetto sulla propria positività.
Cari fratelli e care sorelle, non dubitiamo che il Signore manterrà saldi i nostri cuori e guiderà i nostri passi in questa temperie, donandoci rinnovata forza, amore creativo, lucidità di visione!
Con viva fraternità

Per la Tavola valdese
La moderatora
diac. Alessandra Trotta
___________________________________________
Torre Pellice, 6 novembre 2020
prot. n. 5165
LA MODERATORA
Aimembri consigli chiesa/Concistori
Ai Pastori/e e diaconi/e
Ai membri di consigli di circuito e CED
via email

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