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11 | 08 | 2020
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E.GreenRelazioni in trasformazione

 Per fare una lettura al femminile, invece di scegliere i vangeli che sono stati molto lavorati in questo senso, ho scelto gli scritti dell’apostolo Paolo, perché?

  1. La sua influenza sul cristianesimo è innegabile, leggiamo i vangeli attraverso l’impostazione che egli ha dato loro.
  2. Perché in gran parte è grazie ai suoi scritti che le chiese hanno perpetuato una relazione asimmetrica tra i generi, ovvero per secoli le donne sono state discriminate dalle chiese (e di conseguenza dalla società).
  3.  
  4. Premesse teoriche
  5. Ma, ci si potrebbe chiedere, una lettura “al femminile” interessa solo alle donne? Sono sempre più convinta che dovremmo parlare non tanto di femminile bensì di genere. Brevemente: Perché una lettura al femminile non è circoscritta alle donne:

La società occidentale continua ad ordinarsi secondo la differenza di genere. Quasi la prima cosa che si chiede alla nascita di una creatura, “è maschio o femmina”, risposta corredata dal fiocco rosa o azzurro e tutta la susseguente educazione (Loredana Lipperini, Ancora dalla parte delle bambine)

 

  1. Storicamente il maschile è stato costruito in opposizione al femminile. Gli uomini imparano la maschilità differenziandosi dalle “femmine” – insulto = “femminuccia”. Una lettura al femminile non può che chiamare in questione la controparte.
  2. Si parla di una relazione asimmetrica, non sullo stesso piano bensì gerarchico (pp. 60-61) altre relazioni di dominio tra per esempio, bianchi e neri o tra esseri umani e natura vengono declinate secondo lo schema m/f.

La trasformazione di questa relazione comporta quindi il mettere in questione altre relazioni strutturate nello stesso modo.

Ciò che ho appena detto è frutto di decenni di studi femministi a partire dal libro di Simone de Beauvoir, Il secondo sesso (1946=1961). Ma, dopo decenni di conquiste da parte delle donne, perché parlare ancora oggi di lettura al femminile?

Non c’è dubbio che dal dopoguerra in poi la condizione e status delle donne sono cambiati radicalmente in Italia. Una trentina di leggi che vanno dal voto alle donne alla riforma del diritto di famiglia , la parità di diritto tra i coniugi – il superamento quindi della patria podestà, legge sull’interruzione della gravidanza, sulla parità di trattamento tra donne e uomini sul lavoro, l’abrogazione del delitto d’onore, la legge contro la violenza sessuale, la legge sullo stalking. Vittoria Franco Care ragazze, Un promemoria. Tuttavia almeno tre fattori rendono attuale il nostro discorso:

  1. Come si sta dicendo ormai ai più alti livelli i cambiamenti legislativi non sono stati accompagnati da una trasformazione culturale. Si costruisce sul vecchio retaggio del maschilismo.
  1. Vi è in atto (Lipperini) una rigenderizzazione, la riproposta di vecchi stereotipi in salse nuove.
  1. Vi è una reazione da parte maschile al discorso “femminista”. Ovvero la trasformazione nella percezione del femminile non è stato accompagnato da una percezione trasformata del maschile. Gli uomini, quindi, sono rimasti ognuno un po’ solo nel capirsi e forgiare un altro modo di essere uomo senza un supporto culturale, a volte ricadendo nel “revanchismo maschile” Stefano Ciccone Il rancore degli uomini, Silenzi. Non detti, reticenze e assenze di (tra) donne e uomini Roma (2012)

 

  1. Paolo al positivo

Si è soliti concentrare sul negativo in Paolo, oggi però vorrei chiederci: C’è qualcosa nel pensiero di Paolo che ci aiuta a trasformare le relazioni asimmetriche? (4 punti)

    1. Possiamo tranquillamente dire che a Paolo non interessava la relazione tra i generi. Questo già è un fattore importante. E’ un elemento periferico del suo pensiero (ad es. Romani) che mette in questione il modo in cui le chiese hanno usato Paolo per dare peso ai loro interessi. A Paolo interessava, invece, la relazione tra giudeo e greco. Questa è la relazione che il suo vangelo si propone di trasformare.
    1. Come? Seguiamo il discorso che Paolo abbozza in Gal e sviluppa in Romani (3 tappe)
  1. Siamo tutti nella stessa barca (3,9-10. 23). Questa situazione abbraccia sia giudei che greci; infatti non vi è distinzione 3,22b e 2,11.
  2. Siamo giustificati unicamente e gratuitamente mediante la grazia divina (3,21-24)
  3. Conseguenze v. 27 Non c’è nessun vanto. Che cosa significa?

-         nessuno è superiore (3,9)

-         non si può giudicare l’altro (2,1)

-         la circoncisione non è segno esterno ma diventa spiritualizzato    (diventiamo tutti “Giudei” 2, 28-29)

 

    1. Nessun vanto significa , da un lato, nessun vantaggio (nell’essere giudei) e, dall’altro, nessuno svantaggio nell’essere greci. In Gal 3,28 Paolo applica questo schema a due altre relazioni che caratterizzavano il mondo di allora, libero/schiavo e maschio e femmina. Ciò che prima era fonte di discriminazione (l’essere greco e non giudeo), l’essere schiavo e non libero), (l’essere femmina e non maschio) non lo è più, vantaggi e svantaggi sono aboliti in Cristo.

Perché la trasformazione nella relazione tra i generi è stata solo parziale?

-      Perché Paolo parla dal luogo del vanto. Lui è capace di dire la rinuncia ai vantaggi di cui prima godeva (Fil 3,3-9) ma non è stato capace di sviluppare la rinuncia allo svantaggio. Ovvero una teologia della croce per i forti ma non una teologia della resurrezione o esaltazione per i deboli.

 

    1. Che cosa sembra sia successo? Che le donne a Corinto abbiano compreso il suo vangelo e hanno agito di conseguenza. Paolo, però, è intervenuto per ristabilire ciò che gli sembrava la giusta relazione tra i generi. Non solo ma la sua argomentazione qui e l’introduzione dei codici domestici in alcune lettere (contestate) di Paolo hanno fatto sì che la trasformazione dell’essere donne e dell’essere uomini non sia tradotta in pratica dalle chiese. Ci rimangono, quindi, due compiti:

 

-    che le chiese e coloro che occupano la parte superiore della gerarchia traducano in pratica l’insegnamento di Paolo per quanto riguarda “il vantaggio” → rinuncia (Fil 2)

-      che il suo discorso sia completato per ciò che riguarda le persone svantaggiate che risuscitano a nuova vita.

 

Elizabeth Green - 11 maggio 2013

 

 

 

 

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