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16 | 10 | 2019
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potereLe esigenze del Potere

SERMONE su Isaia 58, 6-12

Tutti noi abbiamo chiara in mente qual era la condizione sociale e politica degli ebrei e, in particolare, di Gerusalemme ai tempi di Gesù. In Gerusalemme gli edifici importanti erano tre. Il Tempio, attorno al quale ruotava la vita religiosa del popolo, diretto da una casta sacerdotale numerosa e privilegiata; il Palazzo del Gran Sacerdote, in cui si concentrava la guida del popolo nel rispetto formale della “Legge” dettata da Mosè e l’azione diplomatica verso il vero potere dominante, l’IMPERO; il Palazzo del Pretorio, cioè la sede del Governatore romano.

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famigliaLa famiglia di Gesù

«Giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta molta folla, e gli dissero: "Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano". Ma egli rispose loro: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?". Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: "Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre"». Mc 3,31-35

Il vangelo di Marco è la testimonianza più antica che abbiamo sulla figura e l’opera di Gesù. Marco non ci dice nulla della nascita e dell’infanzia di Gesù, temi sviluppati dagli altri evangelisti. Apre il suo vangelo con la figura di Giovanni che battezza nel fiume Giordano e che introduce Gesù nella vita pubblica, battezzandolo e testimoniando la sua grandezza.

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tramontoIl comandamento più grande

Uno degli scribi che li aveva uditi discutere, visto che egli aveva risposto bene, si avvicinò e gli domandò: «Qual è il più importante di tutti i comandamenti?» Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore: Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua". Il secondo è questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Non c'è nessun altro comandamento maggiore di questi». Lo scriba gli disse: «Bene, Maestro! Tu hai detto secondo verità, che vi è un solo Dio e che all'infuori di lui non ce n'è alcun altro; e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l'intelletto, con tutta la forza, e amare il prossimo come sé stesso, è molto più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Gesù, vedendo che aveva risposto con intelligenza, gli disse: «Tu non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno osava più interrogarlo. (Mc 12, 2834)

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AlessandroLa ricerca di Dio


Le mie profondità ti anelano nella notte, lo spirito che vive in me viene in cerca di Te... (Is 26:9a) 

Così Isaia parla al suo Dio: suonano come le parole di un innamorato. Sì: perché Isaia è innamorato del suo Dio. La notte gliene fa desiderare la presenza ed il sentimento che nasce in lui dal profondo sembra quasi involontario, incontrollato, qualcosa che, nell'intimo, lo muove irresistibilmente.  Le traduzioni sono ciò che forse più assomiglia a noi esseri umani: un qualcosa di inevitabilmente imperfetto, incompiuto. Quando Isaia si rivolge a Dio nel breve passo che abbiamo ascoltato quest'oggi, gli parla, naturalmente, in ebraico; e Gli dice: “La mia nefesh ti anela nella notte”. Solitamente, le traduzioni delle bibbie italiane riportano, per nefesh, il termine “anima”, di modo che le parole di Isaia suonano in questo modo: “L'anima mia ti anela nella notte”.

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