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23 | 01 | 2020
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Da Isaia a Gesu'

Da Isaia 61,1-3 10-11 Lo Spirito del Signore, l'Eterno, è su di me, perché l'Eterno mi ha unto per recare una buona novella agli umili; mi ha inviato a fasciare quelli dal cuore rotto, a proclamare la libertà a quelli in cattività, l'apertura del carcere ai prigionieri 2 a proclamare l'anno di grazia dell'Eterno e il giorno di vendetta del nostro DIO, per consolare tutti quelli che fanno cordoglio, 3 per accordare gioia a quelli che fanno cordoglio in Sion per dare loro un diadema invece della cenere, l'olio della gioia invece del lutto, il manto della lode invece di uno spirito abbattuto, affinchè siano chiamati querce di giustizia, la piantagione dell'Eterno per manifestare la sua gloria.   ...

10 Io mi rallegrerò grandemente nell'Eterno la mia anima festeggerà nel mio DIO, perché mi ha rivestito con le vesti della salvezza, mi ha coperto col manto della giustizia, come uno sposo che si mette un diadema, come una sposa che si adorna dei suoi gioielli. 11 Perciò, come la terra fa crescere la sua vegetazione e come il giardino fa germogliare ciò che vi è stato seminato cosí il Signore, l'Eterno, farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni.

 Il profeta qui ci consegna la sua esperienza più intima, che è quella dell'essere pervaso, abitato dallo Spirito del Signore Dio. "Lo Spirito del Signore è su di me". Questa esperienza trasforma la sua identità, rendendolo proprietà del Signore, luogo dove Dio si manifesta:"Mi ha consacrato con l'unzione". L'unzione è un rito antico con cui si consacravano o il re o il sommo sacerdote. Conferisce una missione precisa,"mi ha mandato". Sono descritte sette finalità, sintetizzate nel primo incarico:"Portare il lieto annuncio ai miseri". Chi sono i miseri? Tutte le persone prive di potere politico, di prestigio sociale, di risorse materiali, e che hanno invece come unico sostegno il Signore, l'abbandono fiducioso a lui.

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chiaviGESU', CHIAVE DELLA VITA

Abbiamo tutti in tasca o in borsa delle chiavi, il cui uso esclusivo e fondamentale è aprire o chiudere qualcosa: porte di casa, portiere dell'auto, portoni di garage, porte del nostro luogo di lavoro, della chiesa, cassette di sicurezza, casseforti.
Forse qualcuno di noi ricorderà ancora la sensazione provata la prima volta che ha ottenuto dai propri genitori le chiavi di casa?
Un gesto apparentemente insignificante che celava un significato profondo: voleva dire che loro iniziavano a considerarci più maturi odegni di fiducia.
Che gioia! Che onore!
Da subito, però, la loro raccomandazione: "Non perderle perché se dovessero trovarle i ladri saremo costretti a cambiare la serratura."
Gioia, onore, ma quanta responsabilità!
Nella prima lettura biblica della liturgia, tratta dal libro del profeta Isaia (cap. 22, 15-23),si racconta qualcosa di simile. Veniamo a sapere che Dio destituisce l'incompetente e malvagio scriba Sebna dal suo ufficio di primo ministro di Giuda e Gerusalemme, probabilmente per tradimento nei confronti del re Ezechia, e affida l'incarico aEliachim, figlio del maggiordomo.

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fedeltàLa fedeltà di Dio

 Ora, come è vero che Dio è fedele, la nostra parola verso di voi non è stata sí e no.  Perché il Figlio di Dio, Gesú Cristo, che è stato fra voi predicato da noi cioè da me, da Silvano e da Timoteo non è stato «sí» e «no», ma è stato «sí» in lui.  Poiché tutte le promesse di Dio hanno in lui il «sí» e «l'amen», alla gloria di Dio per mezzo di noi.  Or colui che ci conferma assieme a voi in Cristo e ci ha unti è Dio,  il quale ci ha anche sigillati e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori. ( ll Corinzi 1, 18-22)

Cari fratelli e care sorelle, il tema che oggi cercheremo di sviluppare riguarda la fedeltà. E mi pare di poter suddividere la nostra meditazione in tre punti: la fedeltà di Dio, la fedeltà di Gesù e la fedeltà di noi, credenti e discepoli del XXl secolo. In che senso possiamo parlare di un Dio fedele, al di là delle diverse culture e religioni?

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piazzafontanaLA BOMBA E LA VERITA'

 
Sei ebrea e, quindi, sei colpevole Di quale colpa? La colpa è in te. Così pensò Hitler e in milioni lo seguirono.
Sei immigrato e, quindi sei colpevole. Di quale colpa? La colpa è in te. Così pensa l'Unione Europea e costruisce, in sé e fuori di sé, nuovi ghetti e campi di segregazione.
Ma si vergogna. E li chiama " campi di accoglienza" E molti – dio! quanti! - proprio molti molti, dico noi, noi tra i molti, fìngiamo di credere che i campi siano accoglienti. Ma sappiamo bene che non lo sono. E allora fingiamo di sdegnarci del nostro fingere di crederci. E... quindi? Basta. La menzogna partorisce le sue sorelle, parole-ferri-da-stiro. Tutte le crepe, le crespe, le pieghe diventano lisce. Il mare non ci riesce. Quasi mai è così liscio Ahi. Quando lo diventa traspare dei nostri ammazzati da noi, mentre giocavamo a burraco e reciprocamente a fotterci.
Sei curdo, sei gay, sei senza casa e, quindi, sei colpevole. Di quale colpa? La colpa è in te. Così si scivola, si scivola...
La menzogna domina la nostra società.
Mica parlo di questa nostra piccola Sicilia, Mica soltanto di noi, così piccoli, così al centro del mare di trecento popoli.
L'Australia, grande una volta e mezza l'Unione Europea ( poco più di 7 milioni di kq contro 4 milioni e 300mila kq) è quasi spopolata. 26 milioni di abitanti mentre l'U.E ne mantiene 500 milioni. L'Australia ci racconta che non ha spazi sufficienti per accogliere migranti disperati su barconi. In Australia si può arrivare soltanto per mare, come in Sicilia! E quando arrivano, li confina tutti in un'isoletta. Anche la Grecia. L'Italia le isole e isolette se le tiene per sé. Ha fatto un bell'accordo con i briganti libici, che ai migranti sanno come sucargli il sangue.

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