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12 | 12 | 2019
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pescatoriPresso il mare di Galilea

Il mare di Galilea era calmo, quel mattino d'estate!
Non si percepivano forti rumori se non un flebile sciabordio ed un lieve vociare di pescatori che formavano capannelli qua e là.
Alcuni gabbiani sorvolavano il lago emettendo il loro fastidioso garrito.
Si fermavano sulle reti in cerca di cibo.
Le barche erano ormai tutte rientrate dalla pesca notturna.
Si dondolavano ai moli.
Quella di Zebedeo aveva attraccato da poco. Il lavoro ferveva sulla barca.
I raggi del sole, ormai alto all'orizzonte, si infrangevano sul mare e i loro riflessi permettevano di notare, sulla barca di Zebedeo, due ragazzi intenti a riordinare le reti.

Giovanni e Giacomo sembrano due statue bronzee: hanno fisici asciutti, spalle larghe, squadrate, e bicipiti che forano quasi la grezza tunica.

Si muovono con ritmo cadenzato e nello stesso tempo alterno.
Ogni tanto alzano la testa e le braccia dal loro lavoro per tirarsi addosso gli scarti della pesca rimasti impigliati nella rete.
Si punzecchiano sempre i due giovani, a volte arrivano anche a darsele di santa ragione.

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piscinaVUOI GUARIRE ?

Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c'è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero d'infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici. Là c'era un uomo che da trentotto anni era infermo.
Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così, gli disse: «Vuoi guarire?» L'infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che, quando l'acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me». Gesù gli disse: «àlzati, prendi il tuo lettuccio, e cammina». In quell'istante quell'uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare.
Quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all'uomo guarito: «è sabato, e non ti è permesso portare il tuo lettuccio». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi il tuo lettuccio e cammina"».
Essi gli domandarono: «Chi è l'uomo che ti ha detto: "Prendi il tuo lettuccio e cammina?"» Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, perché in quel luogo c'era molta gente. Più tardi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: «Ecco, tu sei guarito; non peccare più, ché non ti accada di peggio». L'uomo se ne andò, e disse ai Giudei che colui che l'aveva guarito era Gesù. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo; perché faceva quelle cose di sabato. (Gv 5, 1-16)

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kurdistanFatti, opere, non parole

14 A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? 15 Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, 16 e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? 17 Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. 18 Anzi uno piuttosto dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». 19 Tu credi che c'è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano. 20 Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore? 21 Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrì suo figlio Isacco sull'altare? 22 Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa; 23 così fu adempiuta la Scrittura che dice: «Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia»; e fu chiamato amico di Dio. 24 Dunque vedete che l'uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. 25 E così Raab, la prostituta, non fu anche lei giustificata per le opere quando accolse gli inviati e li fece ripartire per un'altra strada? 26 Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta. Giacomo 2:14-26

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potereLe esigenze del Potere

SERMONE su Isaia 58, 6-12

Tutti noi abbiamo chiara in mente qual era la condizione sociale e politica degli ebrei e, in particolare, di Gerusalemme ai tempi di Gesù. In Gerusalemme gli edifici importanti erano tre. Il Tempio, attorno al quale ruotava la vita religiosa del popolo, diretto da una casta sacerdotale numerosa e privilegiata; il Palazzo del Gran Sacerdote, in cui si concentrava la guida del popolo nel rispetto formale della “Legge” dettata da Mosè e l’azione diplomatica verso il vero potere dominante, l’IMPERO; il Palazzo del Pretorio, cioè la sede del Governatore romano.

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