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30 | 09 | 2020
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garufiDIO È IL PARADISO DI CHI CREDE IN LUI

Una mattina, stando ancora a letto ma sveglio, pensavo con tristezza a tante cose avverse e dolorose che spesso affliggono la vita di molti e anche la nostra. Allora, improvvisamente, mi sono tornate in mente queste parole di un credente che tempo fa avevo citato in una mia riflessione: “Anche nell’nferno, Dio è il Paradiso di chi crede in Lui. Certo, l’inferno resta ancora inferno, che vuol dire che le avversità e le sofferenze restano ancora tali e affliggono realmente tutti; ma anche allora Dio può consolare e dare la forza di sopportarle e di non lasciarsene condizionare e avvilire.

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GMPALZATI, PRENDI IL TUO LETTUCCIO E CAMMINA

Carissime sorelle e carissimi fratelli di questo meraviglioso gruppo ecumenico,
Aldo ed io avremmo voluto essere con voi per questa celebrazione, ma non è stato possibile a motivo di questa crisi sanitaria per il "coronavirus" che sta paralizzando il nostro paese.
Ed anche noi, in questo momento, ci sentiamo come paralizzati, quasi costretti all'immobilità, senza poter uscire e senza poter fare ritorno a casa nostra e alle nostre cose, come avremmo voluto. Ed anche se apprezziamo la vicinanza dei nostri cari di qui, in Alessandria, e ne godiamo il calore dell'affetto, ci sentiamo già fuori posto, mancanti delle nostre abitudini quotidiane.
Oggi il nostro pensiero va a voi, a questa celebrazione e desideriamo dirvi che ci mancate tanto, che il nostro spirito è insieme a voi.

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Parabola del padrone della vigna 

 
1 «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale uscì di mattino presto per assumere dei lavoratori per la sua vigna. 2 Accordatosi con i lavoratori per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. 3 Uscito di nuovo verso l'ora terza, ne vide altri che se ne stavano sulla piazza disoccupati 4 e disse loro: "Andate anche voi nella vigna e vi darò quello che è giusto". Ed essi andarono. 5 Poi, uscito ancora verso la sesta e la nona ora, fece lo stesso. 6 Uscito verso l'undicesima, ne trovò degli altri che se ne stavano là e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno inoperosi?" 7 Essi gli dissero: "Perché nessuno ci ha assunti". Egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna". 8 Fattosi sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi". 9 Allora vennero quelli dell'undicesima ora e ricevettero un denaro ciascuno. 10 Venuti i primi, pensavano di ricevere di più; ma ebbero anch'essi un denaro per ciascuno. 11 Perciò, nel riceverlo, mormoravano contro il padrone di casa dicendo: 12 "Questi ultimi hanno fatto un'ora sola e tu li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e sofferto il caldo". 13 Ma egli, rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, non ti faccio alcun torto; non ti sei accordato con me per un denaro? 14 Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare a quest'ultimo quanto a te. 15 Non mi è lecito fare del mio ciò che voglio? O vedi tu di mal occhio che io sia buono?" 16 Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi». – Matteo 20, 1-16

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Da Isaia a Gesu'

Da Isaia 61,1-3 10-11 Lo Spirito del Signore, l'Eterno, è su di me, perché l'Eterno mi ha unto per recare una buona novella agli umili; mi ha inviato a fasciare quelli dal cuore rotto, a proclamare la libertà a quelli in cattività, l'apertura del carcere ai prigionieri 2 a proclamare l'anno di grazia dell'Eterno e il giorno di vendetta del nostro DIO, per consolare tutti quelli che fanno cordoglio, 3 per accordare gioia a quelli che fanno cordoglio in Sion per dare loro un diadema invece della cenere, l'olio della gioia invece del lutto, il manto della lode invece di uno spirito abbattuto, affinchè siano chiamati querce di giustizia, la piantagione dell'Eterno per manifestare la sua gloria.   ...

10 Io mi rallegrerò grandemente nell'Eterno la mia anima festeggerà nel mio DIO, perché mi ha rivestito con le vesti della salvezza, mi ha coperto col manto della giustizia, come uno sposo che si mette un diadema, come una sposa che si adorna dei suoi gioielli. 11 Perciò, come la terra fa crescere la sua vegetazione e come il giardino fa germogliare ciò che vi è stato seminato cosí il Signore, l'Eterno, farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni.

 Il profeta qui ci consegna la sua esperienza più intima, che è quella dell'essere pervaso, abitato dallo Spirito del Signore Dio. "Lo Spirito del Signore è su di me". Questa esperienza trasforma la sua identità, rendendolo proprietà del Signore, luogo dove Dio si manifesta:"Mi ha consacrato con l'unzione". L'unzione è un rito antico con cui si consacravano o il re o il sommo sacerdote. Conferisce una missione precisa,"mi ha mandato". Sono descritte sette finalità, sintetizzate nel primo incarico:"Portare il lieto annuncio ai miseri". Chi sono i miseri? Tutte le persone prive di potere politico, di prestigio sociale, di risorse materiali, e che hanno invece come unico sostegno il Signore, l'abbandono fiducioso a lui.

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