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23 | 08 | 2019
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AlessandroLa ricerca di Dio


Le mie profondità ti anelano nella notte, lo spirito che vive in me viene in cerca di Te... (Is 26:9a) 

Così Isaia parla al suo Dio: suonano come le parole di un innamorato. Sì: perché Isaia è innamorato del suo Dio. La notte gliene fa desiderare la presenza ed il sentimento che nasce in lui dal profondo sembra quasi involontario, incontrollato, qualcosa che, nell'intimo, lo muove irresistibilmente.  Le traduzioni sono ciò che forse più assomiglia a noi esseri umani: un qualcosa di inevitabilmente imperfetto, incompiuto. Quando Isaia si rivolge a Dio nel breve passo che abbiamo ascoltato quest'oggi, gli parla, naturalmente, in ebraico; e Gli dice: “La mia nefesh ti anela nella notte”. Solitamente, le traduzioni delle bibbie italiane riportano, per nefesh, il termine “anima”, di modo che le parole di Isaia suonano in questo modo: “L'anima mia ti anela nella notte”.

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spiaggiaL’estate e il riposo 

«Venite in disparte in un luogo solitario e riposatevi un po’» (Mc 6,31)

Chi raccoglie d'estate è previdente e chi dorme al tempo della mietitura è uno svergognato.(proverbi 10,5)

L’estate è tempo di frivolezza, di rilassatezza o di rigenerazione? Essere in congedo, in pensione, è entrare in un periodo di depressione, di dolce far niente o di nuovo vigore?

Leggendo certe riviste nella sala di attesa del medico, ho notato che l’estate è considerata la stagione del corpo strepitoso, della sensualità, degli incontri effimeri, del trionfo della vita vissuta giorno per giorno, della libertà senza obblighi, di una pausa dalle regole e dalla “normalità”.

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senza nienteVOI CHE NON AVETE DENARO...

Brevi annotazioni a proposito di ISAIA 55,1-5

In quella raccolta di libri, che noi cristiani chiamiamo “ Antico Testamento”, il libro denominato “ISAIA” è considerato una grande opera poetica, espressione di una profonda esperienza religiosa. L’autore o, meglio, gli autori ( gli specialisti dicono che i testi si distendono nell’arco temporale di almeno duecento anni),hanno vissuto la dura esperienza della schiavitù e della deportazione di un intero popolo ( gli ebrei, dalla Palestina a Babilonia ): hanno vissuto la liberazione e il faticoso ritorno verso la terra delle origini. Hanno vissuto la durezza e le difficoltà di ricominciare a costruire una comunità. Il centro attorno a cui ruotava la capacità di questo popolo di mantenere la propria dignità e identità durante la schiavitù, durante il viaggio di ritorno, nella costruzione di una nuova società era il proprio Dio, l’impronunciabile, di cui non si può dire il nome, ma che parla costantemente al suo popolo.

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“Padre nostro” per i nostri giorni

 

Inconoscibile Origine della vita 

che sei nel cosmo e al di là di esso, 

come nelle profondità della nostra anima,

possa Tu essere onorato e riconosciuto nel Cristo Gesù.

Materna presenza, paterna fonte di ogni Energia,

che il tuo Spirituale cammino si attui in noi,

possa Essere accolto ovunque nel cosmo intero 

e progredire in tutti gli esseri viventi

con intelligenza, laboriosità e dignità.

Grande è ancora il nostro debito d'amore e di rispetto

nei confronti Tuoi, delle terre, delle acque

e di tutti gli esseri con i quali condividiamo

la Via, la Verità e la Vita.

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