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garufiDIO È IL PARADISO DI CHI CREDE IN LUI

Una mattina, stando ancora a letto ma sveglio, pensavo con tristezza a tante cose avverse e dolorose che spesso affliggono la vita di molti e anche la nostra. Allora, improvvisamente, mi sono tornate in mente queste parole di un credente che tempo fa avevo citato in una mia riflessione: “Anche nell’nferno, Dio è il Paradiso di chi crede in Lui. Certo, l’inferno resta ancora inferno, che vuol dire che le avversità e le sofferenze restano ancora tali e affliggono realmente tutti; ma anche allora Dio può consolare e dare la forza di sopportarle e di non lasciarsene condizionare e avvilire.

 Questo può avvenire quando chi soffre gli apre la porta della sua mente e del suo cuore perché Egli entri e così illumini, ispiri e governi la sua vita. Infatti Gesù Cristo, che è la Parola di questo Dio fattasi creatura umana venuta nel mondo per redimere e salvare queste creature, ha detto: “Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me” (Apocal. 3: 20). Questa cena con Lui è una viva comunione con Lui, che così dona la sua consolazione a chi lo riceve. Ma per aprigli questa porta occorre conoscerlo, e per conoscerlo bisogna ascoltare la sua voce. Infatti Egli ha detto: “Se qualcuno ascolta la mia voce”. E questa sua voce risuona chiaramente nelle pagine dei Vangeli. Perciò ascoltandola attentamente e assiduamente si può conoscerlo, apprezzarlo, amarlo e quindi accoglierlo con gioia e gratitudine. A questo proposito ricordiamo che Gesù Cristo è l’Emmanuele, che vuol dire “Dio con noi”. E lo è stato effettivamente fino alla morte sulla croce, che ha condiviso coi crocifissi. Infatti Egli è stato crocifisso in mezzo a quei due uomini crocifissi, dei quali uno è stato consolato da Lui perché si è affidato a Lui, mentre l’altro non ha conosciuto questa consolazione perché non ha creduto in Lui (Luca 23: 39-43). Quindi Egli è anche con noi nelle nostre croci e nelle nostre sofferenze per liberarcene. Infatti Egli è risuscitato quale “primizia” e pegno certo di risurrezione per tutti. Allora nel nuovo mondo redento, già inaugurato con la sua risurrezione, non ci sarà più alcun male né alcuna sofferenza, ma solo gioia e felicità piene che si godranno con Lui per sempre. Perciò in questa fede, che è “certezza di cose che si sperano e dimostrazione di cose che non si vedono” (Ebrei 11: 1), possiamo ringraziare e lodare Dio che, come ha esperimentato e scritto l’apostolo Paolo, “ci consola in ogni nostra afflizione” (2 Corinzi 1: 3-4). Basta dunque ascoltare la sua voce e aprirgli la porta …  E chi invece non sta soffrendo, ma sta bene e sta godendosi la vita che deve fare? Anche lui o lei ha bisogno di ascoltare la voce del  Signore e aprirgli la porta della propria mente e del proprio cuore per riceverlo. Allora può capire che Egli è sempre il suo Paradiso, che dà senso e valore ad ogni bene che Egli stesso dona, aspettandosi riconoscenza e obbedienza, perché ogni bene sia vissuto come Egli chiede, quindi alla Sua gloria e serva a beneficio del proprio prossimo. Inoltre, nel godere i beni terreni, non dimenticarsi che essi saranno superati da quelli immensamente maggiori che Dio darà nel Suo Regno grazie all’opera di redenzione che ha fatto compiere al Suo unigenito Figlio, Gesù Cristo, mediante il sacrificio di se stesso morendo su quella croce e la sua risurrezione, che apre a tutti i mortali questo nuovo mondo di vita redenta e pienamente felice che si godrà con Lui per sempre. 

 past. Agostino Garufi