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16 | 01 | 2021
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manoscrittoGesu' Parola di Dio  - SERMONE – Giovanni 1:1-14

Gesù è nato, è venuto al mondo, è entrato nella storia: questo evento siamo qui oggi a celebrare, a ricordare, a rivivere; non a partire dai noti racconti della natività (come li conosciamo grazie ad alcuni Vangeli) ma a partire da questo densissimo testo, l'inizio del Vangelo di Giovanni, il cosiddetto “Prologo”, cioè il breve testo che getta le basi per la comprensione del Vangelo nella sua interezza, nella sua specificità, una sorta di “inno” che ci segnala che la storia di Gesù di Nazareth, al pari di ogni evento storico, va interpretata. Versetti densissimi quelli su cui oggi riflettiamo e di fronte ai quali siamo invitati e invitate ad uno sforzo ulteriore: siamo invitati e invitate a guardare oltre il “bucolico” quadretto della natività, del presepe; a guardare oltre quel bambino indifeso (come indifesi sono tutti i bambini!); siamo invitati e invitate a metterci in ascolto di un messaggio che trascende la semplice narrazione.

All'evangelista Giovanni non interessa fare la cronaca dei fatti, raccontare gli avvenimenti, no: l'evangelista Giovanni “mira più in alto”; vuole PERSUADERE, vuole convincere i suoi lettori della straordinarietà dell'evento che ancora noi oggi qui celebriamo: Dio è entrato nella storia umana facendosi UOMO tra gli esseri umani. E per spiegare questo evento straordinario, l'evangelista Giovanni non esita a mettere in campo tutte le sue risorse, ricomponendo tutte le “tessere” di una storia che rischierebbe di essere dimenticata o perlomeno non compresa nella sua interezza. L'evangelista Giovanni ci prende per mano e ci guida in un viaggio ideale che attraversa le Scritture, dalle origini del mondo, alla storia di Israele, per arrivare a Giovanni il Battista (precursore e testimone del Cristo) e, infine, a Gesù; e attraverso questo viaggio, ci sentiamo a poco a poco pure noi parte integrante di questa storia. Sì, perchè questi versetti non solo riguardano le origini (diciamo così) di Gesù ma anche le origini dei credenti e delle credenti, le NOSTRE origini. “Nel principio Dio creò i cieli e la terra” (Genesi 1:1): così si apre la Bibbia, così esordisce il primo versetto del libro della Genesi! “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.” (v.1), così esordisce il Vangelo di Giovanni: non è molto diverso. Alle origini, comunque, Dio: il Dio che PARLA e che, parlando, CREA; il Dio-Parola, quella Parola così tante volte AUTO-RIVELATASI nell'ininterrotta relazione col popolo eletto, con Israele; la stessa Parola diventata carne, la massima rivelazione concessa da Dio alle sue creature. Questa l'origine di Gesù, la “Parola diventata carne e che ha abitato per un tempo tra noi”; questa l'origine di Gesù, che, esattamente come l'origine del mondo, è opera di Dio, è frutto della volontà creatrice di Dio, il Dio dei patriarchi, il Dio di Israele, il Dio di Gesù Cristo, ossia il nostro Dio. La volontà creatrice di Dio, la prossimità amorosa di Dio, la consacrazione di Dio per gli esseri umani, l'amore di Dio “in atto”: tutto questo prende carne in Gesù di Nazareth; per l'essere umano, non vi è altro volto di Dio all'infuori di quello di Gesù di Nazareth; Dio si rivela in maniera definitiva soltanto nella storia dell'uomo Gesù. In questo noi crediamo. C'è una precisa a chiara linea di continuità nell'opera di questo Dio amorevole che crea e ricrea, che si manifesta e si autorivela; il Dio dei patriarchi, il Dio di Israele, il Dio di Gesù Cristo, questo Dio, non l'essere immutabile e perfetto che ci viene descritto dalla filosofia, immobile e lontano chissà su quale pianeta MA Parola incarnata e luce per il mondo: “La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo” (v.9). Sì, la luce: ciò che ci consente di vedere, di percepire il mondo, di orientarci, di trovare la nostra strada; la luce come ciò che dà senso alla vita. MA....c'è sempre un MA, anche nelle storie più belle...”Egli era nel mondo....ma il mondo non l'ha conosciuto. È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto” (v.10-11). L'evangelista Giovanni non vuole a tutti i costi raccontare “una bella storia”, una favola a lieto fine; egli non esita pertanto a parlare anche degli aspetti meno edificanti della vicenda che ben conosciamo! La rivelazione di Dio al mondo, la sua incarnazione in Gesù di Nazareth, non è stata una Buona Notizia per tutti, non subito, perlomeno, e nemmeno dopo, in termini assoluti! Come sempre, di fronte a tutti i grandi eventi della storia, c'è chi ACCOGLIE e chi RESPINGE, c'è chi CREDE e chi NON CREDE, c'è chi SI FIDA e chi HA PAURA, c'è chi si mette umilmente in ASCOLTO e chi si GIRA dall'altra parte. Anche la rivelazione di Dio al mondo, anche la consacrazione di Dio al mondo, il suo donarsi completamente ad esso, è stato in parte rifiutato ma sul perchè di tale rifiuto (atto deliberato e non frutto di ignoranza o malintesi) l'evangelista non si sofferma; l'incredulità resta un mistero. Ma Gesù è nato, è venuto al mondo, è entrato nella storia: questo continua a ripeterci il potente testo di Giovanni; non solo. In Gesù di Nazareth, il Cristo, in Gesù Parola incarnata, siamo diventati figli e figlie di Dio; è Dio stesso che ci fa dono di questa “filialità”; in Gesù Cristo, abbiamo acquisito (non per meriti ma per grazia!) lo STATUS di figli e figlie; non sudditi di un sovrano tiranno, di un padrone, ma figli e figlie di un Padre amorevole e misericordioso. Vita, luce, grazia, verità: l'evangelista Giovanni ci ricorda che la Parola incarnata è tutto questo; il che significa, che, nell'incarnazione, ci viene offerta vita nuova e vita piena; ecco perchè il Natale è/può essere la storia di un nuovo inizio, da figli e figlie di Dio, da fratelli e sorelle in Cristo: “La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno sopraffatta.” (v.5). BUON NATALE!

Natale 2020 - Marsala, Trapani e Palermo Noce

Monica Nataly

 

 
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Christmas Service, 27 th of December 2020 in Palermo Noce and Trapani
SERMON– John 1:1-14
Jesus is born, he came into the world, into our history: we are here today in order to celebrate this
event; in order to remember this event, we start from this special text, the beginning of John
Gospel. These verses show us that Jesu's story, as all historical events, must be interpreted.
These verses are not easy: in front of them, we are invited to listen to a deep message; John the
evangelist doesn't want to tell us the happenings; John wants convince his readers about the
extraordinary event that here today again we celebrate: God came into human history, he si done
man among men and women. John the evangelist lead us in a ideal trip, from the origins of the
world, to Israel history, until John the Baptist, until Jesus; in this trip, we feel part of this history;
yes, these verses concerne not only Jesu's origin but also OUR origins (as believers).
“In the beginning God created the heavens and the earth” (Genesis 1:1): so the Bible opens! “From
the first he was the Word, and the Word was in relation with God and was God.”, so John Gospel
opens: it's not much different. At the beginning, always, God: God speaks and speaking, he creates;
God-Word, Word became flesh, the biggest God's revelation to his creatures. God's creative Will,
God's love for the world: all of this become Jesus of Nazareth; God reveals himself definitely in
Jesu's history. We believe it. We believe in this God, embodied Word and light for the world: “The
true light, which gives light to every man, was then coming into the world.” (v.9). Yes, the light: it
allows us to see, to orient ourselves, to find our way; the light makes sense of our life.
BUT...there is always a BUT, also in the beautiful stories....”He was in the world.... but the world
had no knowledge of him.” God's revelation to the world was not a Good News for everybody; as
usual, in front of the big events in the history, someone receives, someone rejects, someone
believes, someone doesn't believe, someone trusts, someone fears.
But Jesus is born, he came into the world, into our history: these verses in John Gospel keep on
repeating it to us; not only. In Jesu's embodied Word, we became God's sons and daughters (not
on merit but by grace); we became sons and daughters of a Father loving and merciful.
Life, light, grace, truth: John the evangelist remember us that the embodied Word is all of this; that
means, we receive a new and full life; Christmas Day is/can be the story of a new beginning, as
God's sons and daughters, as Jesu's brothers and sisters: “The light goes on shining in the dark; it is
not overcome by the dark.” (v.5).
MERRY CHRISTMAS!

 
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